Post Taggati come ‘racconti’

Luglio 8, 2009

Custer

Questo è il racconto con cui parteciperò alle selezioni di Esor-dire, concorso per scrittori esordienti organizzato dalla Scuola Holden e da Scrittori In Città. Alcuni di voi l’avranno già letto nella prima stesura, comparsa su Boring Machines circa un anno fa: rispetto alla prima questa è nettamente più corta (circa 10.000 battute in meno) e, [...]

Febbraio 14, 2009

Il ragazzo con due teste

Era nato con due teste: non una buona e una cattiva, come si potrebbe immaginare, ma pur sempre una in perenne disaccordo con l’altra: se la prima diceva bianco la seconda ribatteva nero, se la prima urlava il suo odio l’altra si contorceva d’amore. E così via, all’infinito.
All’inizio fu difficile reggere il conflitto, accogliere in [...]

Ottobre 24, 2008

Motivazioni di un omicidio politico

Mio nonno era un repubblichino. Era stato fascista sotto Mussolini e dopo il 43 aveva aderito con entusiasmo a Salò. A sentire mia nonna era un amante della guerra e delle armi – suppongo che avrebbe sparato con la stessa passione anche se si fosse trovato dall’altra parte della barricata. Di una cosa però sono [...]

Ottobre 18, 2008

La truffa

Al liceo avevo un solo amico: lo chiamerò M. Era un ragazzo magro e perennemente stupito dalla vita. Era anche silenzioso – molto silenzioso. Non avevamo molto in comune. Una cosa sola: lui, come me, voleva diventare scrittore.
Ci incontravamo tutti i pomeriggi nel parcheggio di un supermercato. Portavamo dei libri (non ricordo quali) e leggevamo [...]

Ottobre 26, 2007

perfetti

Poi le cose erano cambiate. Qualcosa si era rotto, da qualche parte. Si sentiva stanco. La notte faceva incubi terribili in cui le figure del suo passato si decomponevano come ombre. Aveva paura.
Sapeva che non sarebbero mai dovuti partire, e la consapevolezza non faceva che peggiorare le cose. Il mare, la terra arida, il vento, [...]

Settembre 28, 2007

pubertà

Passavano sotto la finestra di casa sua tutte le sere, puntuali come orologi. Venivano dalla parte della montagna, perché Roberta abitava lì, ai piedi della montagna, e Roberta era il capo: su questo inutile discutere. Quindi si incontravano tutte e quattro là sotto, al bivio con il cartello NIVOLET – FRANCIA, accendevano una sigaretta e si incamminavano. E passavano sotto la finestra di casa sua, alle nove meno un quarto, pigolando come pulcini.