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	<title>Commenti per boring machines disturb sleep</title>
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	<description>blog archivio per un'estetica minimale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Nov 2009 03:46:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su La castrazione del mostro di Diego</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/19/la-castrazione-del-mostro/#comment-1502</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 03:46:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao! Sarà che quando inizia la stagione &quot;fredda&quot; divento più pensieroso e riflessivo… così mi è venuta voglia di venire a leggere che cosa scrivevi, dopo molto tempo!
Beh, approvo (o, forse meglio, sostengo) ogni singolo concetto che hai finemente espresso, sebbene il loro insieme e le loro concatenazioni mi creino dei dubbi e degli interrogativi: questo è molto positivo!
Qual è il vero istinto dell’uomo? È paragonabile all’istinto di un animale? Se sì, di quale animale? Perché diversi animali hanno diversi istinti. Era simile nei risultati il mondo di ieri (con le corti, i vari ambienti clericali, le stanze di campagna con dieci persone insieme) a quello di oggi? Anche il suo era “sesso malato”, o non lo era? C’è mai stato del “sesso sano” a livello di società? Si può parlare di società o solo di individuo? È lontano il messaggio della tradizione ecclesiastica dall’istinto dell’uomo? Se sì, in che cosa? E il messaggio evangelico? Quanto nella realtà dei fatti la tradizione cristiana ha inciso attraverso i secoli sui rapporti sessuali? In altri contesti culturali quali problemi sono sorti invece? Gli stessi o altri? In Asia si vive o si è vissuto bene? Si è più liberi? La “liberalizzazione sessuale” è servita? Era poi vera o era solo slogan? Ha portato dei vantaggi? Quali svantaggi? È una conseguenza della tradizione cristiana? Si può scindere la morale dal resto? Si viveva meglio prima di Platone, ad esempio in Mesopotamia o in Egitto? Gli schiavi o i soldati facevano sesso e meglio? Si può fare l’amore con istintività ma nello stesso tempo vivere in condizioni pietose, disastrose ed essere comunque infelici? Quanto il progresso di oggi è connesso alla tradizione? Si poteva sperare in un progresso diverso e migliore? Due animali stanno bene e sono felici nel loro accoppiarsi? Le leggi del regno animale sono pregevoli? Sono come le nostre, peggiori o migliori?
Forse non so dare una risposta definitiva a nessuna di queste domande. Però, con onestà, penso solo che il messaggio, che è tramandato appartenere ad un uomo di nome Gesù, secondo cui amare gli altri significa volere il loro bene (che è specificato quale sia) e bisogna riflettere su come amare, in modo da rendere l’amore e quindi il sesso qualcosa di serio, di esclusivo e che ci differenzi, insieme all’uso della ragione (qualunque cosa questo termine voglia significare), un po’ dagli altri animali (o forse no perché ci sono animali che formano coppie indissolubili o fedeli finché serve), penso sia valido. Poi tutto quello che ci è stato ricamato sopra sono in massima parte grandi stronzate, figlie dei tempi e degli interessi. Poco importa se si crede o no che costui sia davvero esistito o sia figlio di un dio (onestamente, forse purtroppo neanch’io ci credo più oggi): è un messaggio secondo me eccezionale, che forse non può essere messo in discussione da certe correnti di pensiero riduzioniste (tutto è istinto secondo alcuni, no? L’amore non esiste, è un concetto astratto che sta al posto di meccanismi biochimici, ecc.), e che credo potrebbe aiutare se ben interpretato (purtroppo quasi sempre non è e non è stato così, e quando raramente non è stato così ci sono stati pregiudizi su chi lo interpretava o su chi lo ascoltava da parte di chi lo interpretava). La soluzione sarebbe educare a quel messaggio? O ci hanno già provato e non ci si riesce? (L’uomo deve essere educato?) Come si potrebbe fare? Con un po’ di pessimismo o realismo si potrebbe argomentare che il problema infine oggi (ma di sempre) sia che tutti hanno paura di fare scelte autonome o non possono farle, pena l’essere esclusi dalla società, e di pensare da soli, perché li hanno educati, magari inconsapevolmente, a non esserne capaci. Ma è poi così vero? È davvero possibile una società migliore? È mai esistita?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Sarà che quando inizia la stagione &#8220;fredda&#8221; divento più pensieroso e riflessivo… così mi è venuta voglia di venire a leggere che cosa scrivevi, dopo molto tempo!<br />
Beh, approvo (o, forse meglio, sostengo) ogni singolo concetto che hai finemente espresso, sebbene il loro insieme e le loro concatenazioni mi creino dei dubbi e degli interrogativi: questo è molto positivo!<br />
Qual è il vero istinto dell’uomo? È paragonabile all’istinto di un animale? Se sì, di quale animale? Perché diversi animali hanno diversi istinti. Era simile nei risultati il mondo di ieri (con le corti, i vari ambienti clericali, le stanze di campagna con dieci persone insieme) a quello di oggi? Anche il suo era “sesso malato”, o non lo era? C’è mai stato del “sesso sano” a livello di società? Si può parlare di società o solo di individuo? È lontano il messaggio della tradizione ecclesiastica dall’istinto dell’uomo? Se sì, in che cosa? E il messaggio evangelico? Quanto nella realtà dei fatti la tradizione cristiana ha inciso attraverso i secoli sui rapporti sessuali? In altri contesti culturali quali problemi sono sorti invece? Gli stessi o altri? In Asia si vive o si è vissuto bene? Si è più liberi? La “liberalizzazione sessuale” è servita? Era poi vera o era solo slogan? Ha portato dei vantaggi? Quali svantaggi? È una conseguenza della tradizione cristiana? Si può scindere la morale dal resto? Si viveva meglio prima di Platone, ad esempio in Mesopotamia o in Egitto? Gli schiavi o i soldati facevano sesso e meglio? Si può fare l’amore con istintività ma nello stesso tempo vivere in condizioni pietose, disastrose ed essere comunque infelici? Quanto il progresso di oggi è connesso alla tradizione? Si poteva sperare in un progresso diverso e migliore? Due animali stanno bene e sono felici nel loro accoppiarsi? Le leggi del regno animale sono pregevoli? Sono come le nostre, peggiori o migliori?<br />
Forse non so dare una risposta definitiva a nessuna di queste domande. Però, con onestà, penso solo che il messaggio, che è tramandato appartenere ad un uomo di nome Gesù, secondo cui amare gli altri significa volere il loro bene (che è specificato quale sia) e bisogna riflettere su come amare, in modo da rendere l’amore e quindi il sesso qualcosa di serio, di esclusivo e che ci differenzi, insieme all’uso della ragione (qualunque cosa questo termine voglia significare), un po’ dagli altri animali (o forse no perché ci sono animali che formano coppie indissolubili o fedeli finché serve), penso sia valido. Poi tutto quello che ci è stato ricamato sopra sono in massima parte grandi stronzate, figlie dei tempi e degli interessi. Poco importa se si crede o no che costui sia davvero esistito o sia figlio di un dio (onestamente, forse purtroppo neanch’io ci credo più oggi): è un messaggio secondo me eccezionale, che forse non può essere messo in discussione da certe correnti di pensiero riduzioniste (tutto è istinto secondo alcuni, no? L’amore non esiste, è un concetto astratto che sta al posto di meccanismi biochimici, ecc.), e che credo potrebbe aiutare se ben interpretato (purtroppo quasi sempre non è e non è stato così, e quando raramente non è stato così ci sono stati pregiudizi su chi lo interpretava o su chi lo ascoltava da parte di chi lo interpretava). La soluzione sarebbe educare a quel messaggio? O ci hanno già provato e non ci si riesce? (L’uomo deve essere educato?) Come si potrebbe fare? Con un po’ di pessimismo o realismo si potrebbe argomentare che il problema infine oggi (ma di sempre) sia che tutti hanno paura di fare scelte autonome o non possono farle, pena l’essere esclusi dalla società, e di pensare da soli, perché li hanno educati, magari inconsapevolmente, a non esserne capaci. Ma è poi così vero? È davvero possibile una società migliore? È mai esistita?</p>
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		<title>Commenti su Lo scrittore autarchico di orgone5</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/15/lo-scrittore-autarchico/#comment-1496</link>
		<dc:creator>orgone5</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 13:22:23 +0000</pubDate>
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		<description>visto che da bottega di lettura pare sia impossibile rispondere faccio che postare il commento qui.
come dicevo nell&#039;altro commeno la mia tesi di laurea triennale era proprio incentrata su cosa diavolo fosse questo minimalismo di cui tutti parlano e che tutti imitano con maggiore o minore successo di critica e pubblico; su questa cosa avrei molto da dire, ma rischierei di divagare e quindi preferisco attenermi strettamente alla tua riflessione.
concordo abbastanza con quello che dici, però mi sembra che il problema sia ancora più alla base. come cercavo di dire nel post qui sopra (un po&#039; confusamente, forse, e un po&#039; meno confusamente dopo gli appunti di giorgio) la questione mi sembra una: o ci ostiniamo a credere (per qualche motivazione psicologica legata all&#039;ansia di purezza, direi...) che quello della scrittura sia un lavoro solitario, da uno contro il mondo e via dicendo, oppure ci rassegnamo all&#039;idea che la creazione è sempre collettiva, forse lo è sempre stata e certamente ora più di un tempo, più adesso, diciamo, che 100 o 200 anni fa. 
questa faccenda del minimalismo è stata frutto di una congiuntura di eventi e di singole personalità: certamente in carver esiste una &quot;sensiblità minimalista&quot;, poi c&#039;è stato lish che ha fatto del minimalismo un marchio vendibile (l&#039;ha per certi versi estremizzato) e una popolazione di lettori che per vari motivi politici e sociali era pronta a recepire e diffondere quel messaggio piuttosto che un altro. mi pare che se gli eventi non vengono osservati in quest&#039;ottica inclusiva e se ci si ostina a perpetuare quest&#039;abitudine razionalizzante della divisione (scrittore vs. editor, scrittore vs. pubblico, editor vs. società eccetera) non si riuscirà mai a dare un&#039;interpretazione corretta del fenomeno stesso. 
riguardo poi alla querelle su &quot;quanto di minimalista c&#039;è in carver, quanto di lish c&#039;è in carver e quanto di lish c&#039;è nel minimalismo&quot;.... be&#039;, cletus, su questo sono pienamente d&#039;accordo con te: si tratta di operazioni commerciali punto e basta, di &quot;trailer&quot; in attesa di pubblicazioni importanti, come ha scritto giustamente qualcuno nei commeni al tuo post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>visto che da bottega di lettura pare sia impossibile rispondere faccio che postare il commento qui.<br />
come dicevo nell&#8217;altro commeno la mia tesi di laurea triennale era proprio incentrata su cosa diavolo fosse questo minimalismo di cui tutti parlano e che tutti imitano con maggiore o minore successo di critica e pubblico; su questa cosa avrei molto da dire, ma rischierei di divagare e quindi preferisco attenermi strettamente alla tua riflessione.<br />
concordo abbastanza con quello che dici, però mi sembra che il problema sia ancora più alla base. come cercavo di dire nel post qui sopra (un po&#8217; confusamente, forse, e un po&#8217; meno confusamente dopo gli appunti di giorgio) la questione mi sembra una: o ci ostiniamo a credere (per qualche motivazione psicologica legata all&#8217;ansia di purezza, direi&#8230;) che quello della scrittura sia un lavoro solitario, da uno contro il mondo e via dicendo, oppure ci rassegnamo all&#8217;idea che la creazione è sempre collettiva, forse lo è sempre stata e certamente ora più di un tempo, più adesso, diciamo, che 100 o 200 anni fa.<br />
questa faccenda del minimalismo è stata frutto di una congiuntura di eventi e di singole personalità: certamente in carver esiste una &#8220;sensiblità minimalista&#8221;, poi c&#8217;è stato lish che ha fatto del minimalismo un marchio vendibile (l&#8217;ha per certi versi estremizzato) e una popolazione di lettori che per vari motivi politici e sociali era pronta a recepire e diffondere quel messaggio piuttosto che un altro. mi pare che se gli eventi non vengono osservati in quest&#8217;ottica inclusiva e se ci si ostina a perpetuare quest&#8217;abitudine razionalizzante della divisione (scrittore vs. editor, scrittore vs. pubblico, editor vs. società eccetera) non si riuscirà mai a dare un&#8217;interpretazione corretta del fenomeno stesso.<br />
riguardo poi alla querelle su &#8220;quanto di minimalista c&#8217;è in carver, quanto di lish c&#8217;è in carver e quanto di lish c&#8217;è nel minimalismo&#8221;&#8230;. be&#8217;, cletus, su questo sono pienamente d&#8217;accordo con te: si tratta di operazioni commerciali punto e basta, di &#8220;trailer&#8221; in attesa di pubblicazioni importanti, come ha scritto giustamente qualcuno nei commeni al tuo post.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo scrittore autarchico di orgone5</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/15/lo-scrittore-autarchico/#comment-1495</link>
		<dc:creator>orgone5</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 18:09:23 +0000</pubDate>
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		<description>ciao cletus, grazie del link: lo leggerò domani con calma e ti risponderò da lì.

una rapida annotazione tanto per: il motivo per cui non ho mai risposto ai vostri commenti nel post-precedente (al tuo e a quello di mike) è che worpdress deve aver fatto casino e non mia ha notificato via posta elettronica l&#039;arrivo del commento. li ho visti solo qualche giorno fa quando ho pubblicato il pezzo sull&#039;editing proprio perché come dici tu è una specie di continuazione di quel pezzo precedente e così sono andato a rileggermelo.

(per mike, nel caso raro in cui fosse ripassato da queste parti: grazie mille! spero che tu capisca l&#039;italiano perché la traduzione in inglese è un po&#039; al di là delle mie forze, in questo momento...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao cletus, grazie del link: lo leggerò domani con calma e ti risponderò da lì.</p>
<p>una rapida annotazione tanto per: il motivo per cui non ho mai risposto ai vostri commenti nel post-precedente (al tuo e a quello di mike) è che worpdress deve aver fatto casino e non mia ha notificato via posta elettronica l&#8217;arrivo del commento. li ho visti solo qualche giorno fa quando ho pubblicato il pezzo sull&#8217;editing proprio perché come dici tu è una specie di continuazione di quel pezzo precedente e così sono andato a rileggermelo.</p>
<p>(per mike, nel caso raro in cui fosse ripassato da queste parti: grazie mille! spero che tu capisca l&#8217;italiano perché la traduzione in inglese è un po&#8217; al di là delle mie forze, in questo momento&#8230;)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo scrittore autarchico di cletus</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/15/lo-scrittore-autarchico/#comment-1494</link>
		<dc:creator>cletus</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 19:33:16 +0000</pubDate>
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		<description>ciao, arrivo dal tuo commento sul mio blog, e trovo un post che sembra una continuazione. 

Ti invio, perchè lo trovo pertinente, il link a questo post pubblicato mesi fa in bottegadilettura:

http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/di_cosa_parliam.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao, arrivo dal tuo commento sul mio blog, e trovo un post che sembra una continuazione. </p>
<p>Ti invio, perchè lo trovo pertinente, il link a questo post pubblicato mesi fa in bottegadilettura:</p>
<p><a href="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/di_cosa_parliam.html" rel="nofollow">http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2008/10/di_cosa_parliam.html</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo scrittore autarchico di giorgio fontana</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/15/lo-scrittore-autarchico/#comment-1492</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 16:29:02 +0000</pubDate>
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		<description>sulla questione del più scrittori ora meno scrittori prima non saprei proprio. nel senso che davvero sarebbe interessante avere una stima concreta di com&#039;erano le cose nel 1969 e come adesso. (senz&#039;altro il fatto che ci fossero molte meno persone con un accesso al &quot;mondo della cultura&quot; - meno laureati, meno laureati fuffa soprattutto, e una selezione più violenta - rendeva le cose forse più trasparenti).

però posso dirti una cosa. non ho idea di come campino alcuni miei colleghi che dicono di scrivere e basta. o si fanno mantenere dai propri genitori (e davvero non c&#039;è niente di male, però basta ammetterlo), oppure boh!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sulla questione del più scrittori ora meno scrittori prima non saprei proprio. nel senso che davvero sarebbe interessante avere una stima concreta di com&#8217;erano le cose nel 1969 e come adesso. (senz&#8217;altro il fatto che ci fossero molte meno persone con un accesso al &#8220;mondo della cultura&#8221; &#8211; meno laureati, meno laureati fuffa soprattutto, e una selezione più violenta &#8211; rendeva le cose forse più trasparenti).</p>
<p>però posso dirti una cosa. non ho idea di come campino alcuni miei colleghi che dicono di scrivere e basta. o si fanno mantenere dai propri genitori (e davvero non c&#8217;è niente di male, però basta ammetterlo), oppure boh!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo scrittore autarchico di orgone5</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/15/lo-scrittore-autarchico/#comment-1491</link>
		<dc:creator>orgone5</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 13:44:25 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;hai dei dati a supporto?&quot;
no, in effetti no. l&#039;ho letto qualche anno fa per un esame ma non so più dove.

sull&#039;altra questione hai ragione, le due pratiche sono in effetti molto diverse tra di loro. forse sarebbe meglio dire così: che con il progressivo aumento dei ritmi e della precarietà della vita ci troviamo fatalmente impegnati su molti fronti contemporaneamente e che l&#039;effetto diretto di questa frammentazione è l&#039;impossibilità di dedicarsi in maniera per così dire &quot;totale&quot; ad un unico aspetto. 
io sono uno studente o un libraio o uno scrittore di racconti inediti o che altro? la possibilità che ci offre questa società di sviluppare diversi aspetti della nostra personalità complica le cose, foss&#039;anche solo per questioni di mero tempo materiale.

un ultimo appunto: proprio l&#039;iper-offerta editoriale fa sì che ci siano meno scrittori-scrittori, o meglio: non che ce ne siano meno in senso assoluto (di questo non ho la più pallida idea) ma in senso relativo sì (più  libri si pubblicano più si sparisce nella massa e meno sono le possibilità di emergere anche a livello economico...)
Permettimi l&#039;appunto: sono quasi certo che trent&#039;anni fa uno scrittore con le tue capacità (e come te anche altri, per carità) avrebbe avuto un bel posto fisso come editorialista in un grande quotidiano, oggi per quello che vedo la situazione è un po&#039; più tragica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;hai dei dati a supporto?&#8221;<br />
no, in effetti no. l&#8217;ho letto qualche anno fa per un esame ma non so più dove.</p>
<p>sull&#8217;altra questione hai ragione, le due pratiche sono in effetti molto diverse tra di loro. forse sarebbe meglio dire così: che con il progressivo aumento dei ritmi e della precarietà della vita ci troviamo fatalmente impegnati su molti fronti contemporaneamente e che l&#8217;effetto diretto di questa frammentazione è l&#8217;impossibilità di dedicarsi in maniera per così dire &#8220;totale&#8221; ad un unico aspetto.<br />
io sono uno studente o un libraio o uno scrittore di racconti inediti o che altro? la possibilità che ci offre questa società di sviluppare diversi aspetti della nostra personalità complica le cose, foss&#8217;anche solo per questioni di mero tempo materiale.</p>
<p>un ultimo appunto: proprio l&#8217;iper-offerta editoriale fa sì che ci siano meno scrittori-scrittori, o meglio: non che ce ne siano meno in senso assoluto (di questo non ho la più pallida idea) ma in senso relativo sì (più  libri si pubblicano più si sparisce nella massa e meno sono le possibilità di emergere anche a livello economico&#8230;)<br />
Permettimi l&#8217;appunto: sono quasi certo che trent&#8217;anni fa uno scrittore con le tue capacità (e come te anche altri, per carità) avrebbe avuto un bel posto fisso come editorialista in un grande quotidiano, oggi per quello che vedo la situazione è un po&#8217; più tragica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo scrittore autarchico di giorgio fontana</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/15/lo-scrittore-autarchico/#comment-1490</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 11:03:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://orgone5.wordpress.com/?p=250#comment-1490</guid>
		<description>ciao gianluca.
sono molto d&#039;accordo sul fatto che l&#039;editing non sia un male di per sé (per inciso, non ne posso più di questo vizio di prendere solo l&#039;aspetto brutto di una pratica e renderlo l&#039;unico suo aspetto).

alcune osservazioni però sulla &quot;questione banale&quot;. scrivi:

&quot;Fino all’800 chi scriveva proveniva da famiglie ricche o quantomeno agiate, e aveva tutto il tempo di questo mondo per dedicarsi (tra una caccia alla volpe e l’altra) alle successive riscritture del proprio elaborato.&quot;

&quot;Ancora fino ad una quarantina d’anni fa scrivere era un vero e proprio mestiere, tant’è che la gente non si vergognava affatto di mettere sulla porta di casa la dicitura Tal dei Tali – Scrittore&quot;.

ma queste due affermazioni insieme stridono. il nobilotto che caccia la volpe e la sera si dedica pacatamente e senza stress a riscrivere il suo poema NON sta esercitando il mestiere della scrittura. niente affatto.
quindi non capisco perché dire che &quot;fino a quarant&#039;anni fa la scrittura era un vero e proprio mestiere&quot;.
(fra l&#039;altro: è vero? a me sembra che ci siano molti più scrittori-scrittori oggi, dato che banalmente il mercato si è massificato e si vendono più libri. ma forse mi sbaglio, non so, davvero. hai dei dati a supporto?).

ciao

giorgio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao gianluca.<br />
sono molto d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;editing non sia un male di per sé (per inciso, non ne posso più di questo vizio di prendere solo l&#8217;aspetto brutto di una pratica e renderlo l&#8217;unico suo aspetto).</p>
<p>alcune osservazioni però sulla &#8220;questione banale&#8221;. scrivi:</p>
<p>&#8220;Fino all’800 chi scriveva proveniva da famiglie ricche o quantomeno agiate, e aveva tutto il tempo di questo mondo per dedicarsi (tra una caccia alla volpe e l’altra) alle successive riscritture del proprio elaborato.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ancora fino ad una quarantina d’anni fa scrivere era un vero e proprio mestiere, tant’è che la gente non si vergognava affatto di mettere sulla porta di casa la dicitura Tal dei Tali – Scrittore&#8221;.</p>
<p>ma queste due affermazioni insieme stridono. il nobilotto che caccia la volpe e la sera si dedica pacatamente e senza stress a riscrivere il suo poema NON sta esercitando il mestiere della scrittura. niente affatto.<br />
quindi non capisco perché dire che &#8220;fino a quarant&#8217;anni fa la scrittura era un vero e proprio mestiere&#8221;.<br />
(fra l&#8217;altro: è vero? a me sembra che ci siano molti più scrittori-scrittori oggi, dato che banalmente il mercato si è massificato e si vendono più libri. ma forse mi sbaglio, non so, davvero. hai dei dati a supporto?).</p>
<p>ciao</p>
<p>giorgio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Custer di orgone5</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/08/custer/#comment-1489</link>
		<dc:creator>orgone5</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 16:45:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://orgone5.wordpress.com/?p=136#comment-1489</guid>
		<description>ivano bariani, l&#039;e-mail più veloce del west.

scherzi a parte vi rignrazio, date un bacino a eleanore da parte mia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ivano bariani, l&#8217;e-mail più veloce del west.</p>
<p>scherzi a parte vi rignrazio, date un bacino a eleanore da parte mia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Custer di giorgio fontana</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/07/08/custer/#comment-1488</link>
		<dc:creator>giorgio fontana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 11:21:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://orgone5.wordpress.com/?p=136#comment-1488</guid>
		<description>a proposito: eri uno dei nostri due nomi proposti, ma ivano ci ha anticipato.
maledetto ivano!

g.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito: eri uno dei nostri due nomi proposti, ma ivano ci ha anticipato.<br />
maledetto ivano!</p>
<p>g.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su show must go on: lo spettacolo e la sua necessità di orgone5</title>
		<link>http://orgone5.wordpress.com/2009/06/04/show-must-go-on-lo-spettacolo-e-la-sua-necessita/#comment-1486</link>
		<dc:creator>orgone5</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 10:29:00 +0000</pubDate>
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		<description>mah, guarda, spero che tu abbia ragione.
però il fatto è questo: berlusconi non è invincibile, l&#039;hanno dimostrato queste elezioni europee e lo dimostra ogni sua legislatura: dopo un anno di governo comincia a perdere vertigionosamente consensi (altro che il 75%!! non arriva al 50 neanche con la lega.....). perché da 15 anni occupa la vita politica di questo paese? forse anche perché è comodo averlo, nel bene e nel male, un po&#039; come catalizzatore di tutto il male della società e un po&#039; come monito. è affascinante, credo che ogni italiano abbia un po&#039; dentro di sè questo gusto per la spacconeria, per la truffa, la bella vita ecc. se non si mette in campo questo discorso della fascinazione (anche se spesso è una fascinazione perversa) mi chiedo cosa ci impedisca di disfarci di lui, a parte naturalmente la pochezza della sinistra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mah, guarda, spero che tu abbia ragione.<br />
però il fatto è questo: berlusconi non è invincibile, l&#8217;hanno dimostrato queste elezioni europee e lo dimostra ogni sua legislatura: dopo un anno di governo comincia a perdere vertigionosamente consensi (altro che il 75%!! non arriva al 50 neanche con la lega&#8230;..). perché da 15 anni occupa la vita politica di questo paese? forse anche perché è comodo averlo, nel bene e nel male, un po&#8217; come catalizzatore di tutto il male della società e un po&#8217; come monito. è affascinante, credo che ogni italiano abbia un po&#8217; dentro di sè questo gusto per la spacconeria, per la truffa, la bella vita ecc. se non si mette in campo questo discorso della fascinazione (anche se spesso è una fascinazione perversa) mi chiedo cosa ci impedisca di disfarci di lui, a parte naturalmente la pochezza della sinistra.</p>
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